Ferrari Festival nel segno del Biscione

di R.C.

Erano cavalli di tutt'altro genere quelli che la scorsa settimana hanno percorso le strade di Saratoga Springs in occasione del raduno dei ferraristi a bordo di decine di bolidi col mitico marchio del Cavallino rampante. Non a caso la manifestazione è intitolata Ferrari Festival, un appuntamento atteso da possessori di auto di produzione e competizione che hanno mostrato alle migliaia di visitatori modelli rari come la Ferrari 575 GT Zagato, uno dei soli sei esemplari esistenti al mondo. Nell'occasione gli organizzatori hanno voluto celebrare 100 anni del marchio Alfa Romeo presentando vetture prodotte  nel prima e dopoguerra, tra le quali ha destato particolare interesse la Alfa Romeo BAT 11 Design Study. Anche se BAT sta per Berlinetta Aerodinamica Tecnica, il design della carrozzeria mostra una forte rassomiglianza con le esagerate ali di un pippistrello (bat).

Il modello BAT 11 racchiude una serie di studi aerodinamici effettuati dallo studio Zagato per questa che sembra un'auto "Bat-man". Un biscione multicolore di bolidi rombanti è sfrecciato lungo strade secondarie scelte per i rettilinei, tornanti e curve per arrivare da Saratoga Springs a Lake George, lasciandosi dietro un'orchestra di cavallini scalpitanti capace di magnetizzare lo sguardo degli spettatori ai lati delle strade. E chi, se non Andrea, erede del mitico nome Zagato, poteva illustrare meglio al pubblico americano la storia del tocco italiano nel design, accompagnato da altri due celebrati nomi del Made in Italy: Piero Rivolta e Jason Castriotta che rappresentano generazioni di design sia in casa Zagato che Bertone e Pininfarina, oltre all'ex pilota Luigi Chinetti Jr. che ha commissionato a Zagato diversi studi su chassi Ferrari per conto del North America Racing Team.

Andrea Zagato, alla guida del rinomato studio di design milanese che ha compiuto 90 anni di attività, ereditato dal nonno Ugo, durante il seminario "Heritage of Italian Design" ha raccontato la storia dell'azienda di famiglia dedicata alla progettazione e costruzione della scocca di vetture leggere sulla scia dell'esperienza acquisita nelle tecniche usate per i velivoli. L'ultimo gioiellino firmato Zagato portato a Lake George per fare il battesimo col pubblico americano si chiama Perana Z-One, un modello color amaranto che è stato al centro dell'attenzione di aficionados del marchio milanese. E la novità Zagato non è sfuggita ai collezionisti d'auto d'epoca e contemporanee, giunti a dozzine da ogni parte degli Stati Uniti e Canada in occasione del raduno annuale dei ferraristi.  

La Z-One è la prima vettura nata dalla collaborazione tra un carrozziere italiano e la casa di produzione Perana con sede in South Africa a Port Elizabeth, assemblata in numero limitato di esemplari per commemorare i 90 anni di attività dello studio Zagato, disponibile con circa 80 mila dollari.  Un "must" tuttavia per chi - come uno dei presenti - conta già un garage grande come un hangar d'aeroporto dove conserva una scuderia composta da un centinaio di auto, tutte prodotte dalle grandi firme. Quella di Zagato è anche sull'ultimo modello della supercar Alfa Romeo 8C Spider, pure prodotta in numero limitato a 500 esemplari, di cui 35 prenotati da acquirenti americani, così come appare sulla Ferrari 458 Italia, il primo modello di una "Rossa" di produzione capace di superare la velocità di 200 mph e di passare da 0 a 62 mph in 3.4 secondi. Dove c'è la firma Zagato, c'è dietro un rivoluzionario design che ha caratterizzato lo stile italiano di auto dai primi anni del 1900 ad oggi, uno studio di progettazione pioniere nell'uso di tecniche aeronautiche per produrre telai di automobili aerodinamici e leggeri.

Dal dopoguerra le carrozzerie Zagato hanno vestito, oltre a Ferrari e Maserati anche Fiat, Lancia, Abarth, Alfa Romeo e ultimamente Aston Martin e Bentley, due straniere che non sono potute sfuggire all'attrazione dello squisito fascino del designer milanese. Ne ha portato due modelli a Saratoga Springs, guardati a vista, valore 8 milioni di dollari per la Aston Martin spider senza cappotta realizzata in soli 99 esemplari unicamente per il mercato californiano dove splende perenne il sole e dove tutti  i modelli venduti sono conservati nei garage di ville milionarie, i cui proprietari hanno fatto a gomitate per aggiudicarsene uno. Andrea Zagato ha stabilito la nuova fabbrica adiacente a quella della Alfa Romeo, consentendogli di realizzare serie limitate di produzioni di automobili come Alfa TZ e SZ, confermando - se ce n'era bisogno - il suo ruolo leadership nel design di in una vasta gamma di prodotti.  

Ad ammirare i mitici modelli Ferrari di ieri e di oggi assieme a Musella sul prato dell'Art Center c'era Luigi Chinetti Jr., un mito in persona pure lui.  Luigi è cresciuto vivendo "il sogno", essendo figlio di Luigi Chinetti Sr. il cui nome in America è sinonimo di Ferrari. È stato infatti il concessionario pioniere nel 1946 del marchio Ferrari negli Stati Uniti, pilota vincitore nella 24-Ore di Le Mans e a Dayatona, solo per citarne un paio, mentre nel 1974 ha organizzato il tentativo di superare record di velocità a fianco di Graham Hill e Paul Newman. A parte le competizioni e la passione per i motori, in alcune Ferrari c'è anche la professionalità di Luigi Chinetti Motors nella carrozzeria realizzata in concerto con Zagato.