PUNTO DI VISTA/"Bordello State” e danni morali

di Toni De Santoli

E così martedì scorso siamo finiti anche sulle pagine di "Foreign Policy", il periodico di politica estera che si stampa a Washington. Ma non c'è finita soltanto l'Italia berlusconiana ("The Bordello State") illustrata dalla rivista americana. Ci siamo finiti, appunto, tutti noi italiani, senza eccezione. Come l'8 Settembre... Gli americani e gli inglesi subito dopo la resa incondizionata dell'Italia, mica si misero a fare distinzioni: lo "ugly affair", come lo definì Eisenhower, riguardava l'intero popolo italiano; la vergogna non s'abbatteva soltanto sui fascisti.
L'onta investe quindi tutti noi, nati in Italia, tutti noi che parliamo la lingua italiana: toscani e lombardi, emiliani e liguri, siciliani e pugliesi. Tutti noi che qua siamo cresciuti; noi che per fortuna ricordiamo un'Italia migliore, viziata da corruzione e corruttèla, ma nel complesso sana, dignitosa, al passo coi tempi, all'avanguardia in vari campi.

"The Bordello State", questo il titolo del commento in questione. Non si ricorda che un altro Paese sia mai stato chiamato così. Non si ricorda un'Italia che si presentasse come oggi si presenta, appunto, il "Bordello State". Accusa infamante, durissima, quindi, lanciata con disprezzo quasi palpabile; ma giustificata dai fatti, dalla realtà. E' come aver dinanzi a noi l'Aritmetica: due più due fa quattro, così è, punto e basta. Non c'è da discutere. Quindi vivo "anch'io" nel "Bordello State". Ci lavoro, mi ci sfamo. Ci trascorro la mia vita. Nel "Bordello State" vive anche mia figlia, Lavinia, 28 anni, fuori corso a Filosofia, donna di vera dirittura morale, una persona cristallina la quale non sgomita, non prevarica, non inganna. Non mente. Né tantomeno si prostituisce. Ma vaglielo a spiegare agli altri, agli americani, ai tedeschi, agli svedesi.

Ogni volta che mia figlia (viaggiatrice entusiasta) sbarcherà a New York (dove nacque nel 1981) o a Stoccolma o a Londra, ci sarà giocoforza chi penserà che questa donna arriva, sì, dal "Bordello State". Il quale si richiude ‘anche' intorno ai miei compagni di squadra, gli Old Boys del Villa Pamphili Rugby Roma, gente perbene, gente generosa, affabile, disciplinata. Persone affettuose e solidali le une con le altre, come dimostrato anche coi fatti. Italiani i quali vivono del proprio lavoro, non vanno in giro in cerca di agevolazioni, nemmeno ci pensano a procacciarsi addentellati, ‘aderenze'. L'idea di ottenere privilegi non li sfiora neppure. Come tanti altri italiani, anche loro la mattina possono guardarsi allo specchio del bagno mentre si radono e sentirsi a posto con se stessi.

Vogliamo a questo punto chiedere i danni morali al signor Berlusconi e ai tanti ‘uomini di spicco' che insieme a lui ci hanno ridotti in queste condizioni...? Uomini che il Presidente del Consiglio lo appoggiano senza esitazioni; uomini che il Presidente del Consiglio per anni e anni lo hanno servito con un sorriso sulla bocca che trovavamo sempre più stucchevole, sempre più falso o prosopopeico, specchio della più insopportabile pacchianeria. Sissignori, i danni morali per aver infangato ‘anche' noi, per aver gettato anche noi nel ludibrio internazionale di cui si è già levata una eco assordante. Per aver posto nel ridicolo anche noi. Che non lo meritavamo.